Cambiare il modo di comunicare “una persona anziana alla volta”.

Venerdì 29 Novembre ho tenuto una giornata di formazione a tema mailing presso lo stampatore Staff di Buccinasco (MI), per conto della Fundraising Academy di Elena Zanella.
So che molti arricciano il naso alla sola parola “mailing”, considerandolo un mezzo “vecchio” e “superato”.
Peccato che l’Italia sia il secondo Paese più anziano al mondo dopo il Giappone, e che il bollettino di conto corrente postale sia il terzo canale di donazione utilizzato dagli italiani, dopo il contante e l’sms solidale. (Fonte “L’andamento delle raccolte fondi: bilanci 2018 e proiezioni 2019. 17° rilevazione, 3 Ottobre 2019 – Istituto Italiano della Donazione.)

Ho la fortuna di avere i genitori in vita (89 e 85 anni), nonché di abitare vicino a mia suocera di 78 anni: tutti destinatari di mailing di acquisizione che prontamente finiscono nelle mie mani.
Fatte due eccezioni (AIRC Novembre 2019 appello “freddi” e Vidas anno 2018 appello di acquisizione per la Casa Sollievo Bimbi) il resto è materiale da mettersi le mani nei capelli.
Dopo anni di spazzatura destinata ai miei genitori e parenti, confesso che sto perdendo la pazienza.

Parto dalle basi, che riguardano la buona educazione più che le regole del direct marketing.

Perché entrare in casa d’altri non invitati, urlando e colpevolizzando in caso di mancata donazione?
Perché rivolgersi a persone anziane, dunque con qualche problema alla vista, con lettere e moduli confusi
e confusionari pieni di bold, sottolineature a effetto evidenziatore, 3-4 tipi di font diversi?
Perché trattare uomini e donne di oltre 80 anni come fossero deficienti, raccontando storie lacrimevoli senza alcun dato a supporto e preoccupandosi solo di pre-stampare il modulo di donazione con una cifra considerevole a loro nome?
Ripeto: sto parlando di prospect, non di donors.

Chi sostiene da sempre di voler fare la differenza nel mondo, perché non comincia dai mailing prospect, comunicando in modo rispettoso a “una persona anziana alla volta”?

Chi sta vivendo l’inverno della propria vita merita rispetto, non mailing, programmi e prodotti spazzatura.
La serie di foto di Tom Hussey “Reflections of the Past” può aiutare a riflettere: gli anziani di oggi sono i giovani di ieri. Forse qualcuno di loro si sente ancora giovane, di certo non un deficiente.

 

Eleonora Terrile

Parole che si prendono cura di associazioni, aziende, eventi, progetti

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