Cara Genova, ti scrivo: parliamo del Festival Internazionale di Nervi.

Cara Genova,
ti voglio tanto bene.Tanto.

Sei la mia città natale, le mie radici. Per questo quando perdi un gioiello o ne fai una copia difettosa ci resto male.
So già cosa mi rimproveri: 31 anni fa ti ho lasciata per Milano. Ricordi? Ai tempi non avevi nulla da offrirmi nel settore pubblicitario e io, come molti giovani, sono andata via.

Ti ho sempre riconosciuto però, e te ne sarò per sempre grata, che culturalmente hai dato il meglio a me bambina, adolescente e via via fino a quando, a 25 anni, sono partita.
Grazie a te ho visto al Cinema Teatro Alcione (defunto da anni) il poeta della beat generation Allen Ginsberg recitare “Howl”. Lou Reed allo stadio per il lancio di “Growing Up in Public”. E tante stelle della mia amata danza: Luciana Savignano, Carolyn Carlson e il Balletto della Fenice, Louis Falco, Pilobolus e molti altri artisti.
Luciana SavignanoCarolyn CarlsonPilobolus

Non ti dico l’emozione per i Balletti di Nervi che attraevano turisti e danzatori da ogni dove in uno scenario unico: I Parchi storici amati dai botanici di tutto il mondo così come da bambini, famiglie, giovani, anziani.
Pensa, il mio regalo di compleanno era l’abbonamento ai Balletti di Nervi che andavo a vedere con la mia amica Anna e, qualche volta, con sua zia Dina (che ridere quando zia Dina chiese l’autografo al mitico Vladimir Vasiliev per me e per Anna, bloccate dalla timidezza e dal timore reverenziale!)
Balletti Di Nervi 1982
Mi sto dilungando per farti immaginare l’emozione con cui sono arrivata a Nervi Sabato 20 per la star internazionale della danza Sergei Polunin.
Ero felice, curiosa, desiderosa di vedere come avresti valorizzato e fatto risplendere un tuo gioiello del passato: il Festival dei Balletti di Nervi.
Avevo comprato il biglietto con mesi di anticipo, spendendo 69 euro (60+9 di prevendita) per un posto nel secondo settore.
biglietto e folder Polunin
E avevo capito la tua esigenza di mettere sotto il nome Festival Internazionale di Nervi un programma comprendente anche cantanti cari al pubblico, non solo compagnie di danza. Questo per dirti che non sono una nostalgica dei tempi che furono, anche se quei tempi per Genova, Nervi e la danza furono grandiosi.

Sono arrivata che il sole stava tramontando. Uno spettacolo di per sé, visto attraverso gli alberi secolari del Parco di Villa Grimaldi Fassio.
Mi sono seduta e ho fatto qualche foto. Perdona la bruttezza, non sono fotografa come mio fratello Alberto.
Palco Parchi di Nervischermo Parchi di Nervi

Iniziato il primo tempo, sono cominciati i dolori per me e per tutte le persone sedute nel secondo settore.
Il palco troppo basso non permetteva di vedere piedi e gambe dei ballerini (fondamentali nella danza!), ma solo tronco, braccia e teste. Le sedie allineate facevano sì che fossero le une davanti alle altre anche le teste degli spettatori: ostacolo non da poco. Aggiungi un po’ di maleducati con i cellulari in bella vista per filmare l’evento e ottieni il risultato: decine di spettatori si sono alzati e sono andati a vedere lo spettacolo in piedi, nonostante il prezzo salato del biglietto. (Ti ricordo: 60 euro, ovvero 120 mila delle vecchie lire).

Lezione base dal bigino degli eventi: il palco deve avere un’altezza che permetta di vedere la scena a tutti, non solo a quelli seduti nelle prime file.
Vanno allineate le file di sedie, non i singoli posti a sedere.
Altri elementi di disturbo estetico e concettuale due gigantesche affissioni Eni montate su strutture in metallo nel Parco di Villa Grimaldi, ai lati di noi spettatori. Due giganti che ricordavano a me e al pubblico che quanto stavamo vedendo era anche merito loro.
Affissione Eni.

Cara Genova, so benissimo che ogni cliente nonché sponsor vuole il proprio logo grande grande grande. Bene. Accontentalo sulle locandine, nei pieghevoli, sui poster 50×70, negli articoli publiredazionali, nei post sui social network. (Mi raccomando, fatti aiutare da un bravo account a limitare le richieste impossibili e a non far sclerare il povero art director che deve allineare decine di loghi ai piedi di locandine, poster, pieghevoli, e poi sul sito, metasito, banner, landing page, etc…)
Dici che questo sponsor ti ha pagata più dell’altro, Esselunga, presente con un punto di ristoro a pochi metri dal palco? (Immagino eh, magari sbaglio.)
Ok. Allora le due mega affissioni le metti ben in vista vicino alla zona guardaroba o ai lati degli addetti al controllo dei biglietti, così appena il pubblico arriva capisce subito chi deve “ringraziare”.

E ora, una domanda. Perché hai scelto Eni, che con l’ambiente e la cultura non ha nulla a che vedere? Hai letto questo articolo di Valori? No? Leggilo, così il prossimo anno eviterai qualche scelta discutibile e io potrò tornare a vedere il Festival Internazionale di Nervi, certa di fare una bella esperienza.

Con affetto
Tua figlia di mare e di pesto Eleonora

 P.S. Lo spettacolo Sacré di Sergei Polunin mi è piaciuto. Peccato averlo visto con tanta difficoltà. Mi consolo con questo.
Eleonora Terrile

Parole che si prendono cura di associazioni, aziende, eventi, progetti

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