10 Dicembre 1948 – 10 Dicembre 2008 La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

Il 10 dicembre 1948, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il cui testo completo è stampato nelle pagine seguenti. Dopo questa solenne deliberazione, l’Assemblea delle Nazioni Unite diede istruzioni al Segretario Generale di provvedere a diffondere ampiamente questa Dichiarazione e, a tal fine, di pubblicarne e distribuirne il testo non soltanto nelle cinque lingue ufficiali dell’Organizzazione internazionale, ma anche in quante altre lingue fosse possibile usando ogni mezzo a sua disposizione. Il testo ufficiale della Dichiarazione è disponibile nelle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, cioè cinese, francese, inglese, russo e spagnolo.

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Cina, infanzia, diritti umani

L’esperienza di Blandina Stecca, Responsabile Unicef del Progetto “Child Disability”.

D: Blandina Stecca, 3 anni trascorsi a Pechino per conto di UNICEF, corretto?
R: Sì, per l’esattezza 2 anni e mezzo. Sono arrivata a Pechino nel Febbraio 2006 e sono rimasta fino alla fine dell’Agosto 2008. Il giorno in cui ho preso l’aereo per tornare in Italia, il nuovo aeroporto di Beijing era colorato dalle divise sportive e dalle bandiere degli atleti olimpionici in attesa d’imbarcarsi e rientrare a casa seguiti dall’eco di “One World One Dream”!
Sono stati due anni e mezzo molto interessanti, durante i quali ho potuto constatare in prima persona i profondi cambiamenti che questa nazione sta vivendo.
La Cina, con la sua storia, la sua cultura, la sua grandezza è un immenso paese, oggi sicuro e pieno di sé. Tuttavia vive al suo interno forti contraddizioni. Il paese ha una lunghissima storia, è passato dall’impero alla odierna repubblica, che si definisce ancora socialista, ma in verità l’ideologia del “Servire il popolo” sembra essere stata rimpiazzata, usando un’espressione di Tiziano Terzani, da quella di “Arricchirsi è glorioso”. L’economia continua a correre ad un ritmo che impressiona ed entusiasma, le grandi città cinesi vantano oggi centinaia di nuovi grattacieli, Pechino stessa, nel relativamente breve periodo da me trascorso lì, è stata teatro di forti cambiamenti. Interi quartieri di case tradizionali (hutong) sono stati rasi al suolo, al loro posto sono sorte nuove strade, nuove sopraelevate, nuovi shopping malls, shopping arcades, shopping centers. Tuttavia, mentre il paese in generale si sviluppa, una non trascurabile parte della popolazione si impoverisce e perde quella garanzia di minima sopravvivenza che aveva un tempo. Pensiamo, per esempio, ai migrant workers: più di 140 milioni di persone che, lasciate le famiglie nelle campagne, sono migrate in città. E’ una massa enorme di operai che vaga in cerca di lavoro a giornata. Pensiamo alle zone più arretrate del paese dove le riforme di Deng Xiaoping sembrano non essere mai arrivate, quelle che non hanno impressionanti tassi di sviluppo e dove nessuno va ad investire.
Inoltre, la liberalizzazione del sistema economico, che ha creato forti condizioni di disuguaglianza, non è stata seguita da una pari liberalizzazione del sistema politico ed il Partito Comunista continua a mantenere il potere.
Prestando servizio in un’Organizzazione Internazionale come UNICEF, ho dovuto fare i conti con tutta questa realtà nel mio lavoro quotidiano, nella pianificazione ed esecuzione dei progetti, nel coordinamento con le controparti governative, nelle attività di sensibilizzazione sui diritti dell’infanzia.

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Alfabetizzazione informatica, digital divide e cooperazione.

L’esperienza di Andrea Iacono.
D: Andrea Iacono, fondatore della società di consulenza informatica Humanbit, ma anche cooperante al seguito di varie ONG. Giusto?
R: Sono socio di Humanbit, ma non fondatore: sono entrato solo due anni dopo la nascita della società.

D: Hanno qualcosa in comune le due facce della tua professionalità?
R: Sì, moltissimo. Humanbit s.r.l. è una società di consulenza informatica orientata al web, ed è proprio nell’ambito informatico che ho operato come cooperante. Mentre come socio dell’azienda seguo la gestione tecnica dei progetti, come cooperante mi occupo di formazione informatica: si tratta quindi della stessa professionalità.

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TV Direct Response e fundraising

La parola a Rob Patmore, consulente internazionale di DRTV (TV Direct Response).

Rob Patmore è uno dei tanti professionisti che, dopo anni di lavoro per realtà profit, ha fatto il salto per dedicarsi unicamente al settore non profit.
Nato a York, in Inghilterra, 45 anni fa, ha iniziato a lavorare a Londra nel 1987 in un’agenzia di direct marketing, la Grey Direct. Due anni dopo ha cambiato sigla e continente trasferendosi a Sydney e restando là per 5 anni. Poi è tornato in Europa per lavorare in Tequila a Londra e a Varsavia e infine in WWAV, agenzia specializzata nel settore non profit che si trova a Woerden, in Olanda.
Da Maggio 2008 lavora come consulente internazionale freelance di DRTV (TV direct response) per le realtà non profit e il suo campo base è Amsterdam.

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Il Sudafrica è un Paese…

Parla Trudy Vlok, Managing Director di “The Big Issue South Africa”.
Continuano le interviste a chi è nato, vive e lavora in un Paese africano.
Questa settimana parla del Sudafrica Trudy Vlok, Managing Director di “The Big Issue South Africa”, un giornale di strada che, per sua natura, è uno strumento di lotta alla povertà e un occhio attento alla realtà del Paese.

D: Mi parli dell’economia e della distribuzione della ricchezza del tuo Paese?
R: L’economia sudafricana ha due facce: l’una in grado di competere con quella dei Paesi più sviluppati, l’altra di pura sussistenza. Oltre che competitiva, la prima faccia della nostra economia ha caratteristiche comuni a quelle dei paesi industrializzati, inclusa una suddivisione in vari settori produttivi. Efficiente è anche la nostra rete di trasporti, fra le migliori del continente africano, in grado di soddisfare richieste sia locali sia regionali. Dall’aeroporto internazionale Tambo partono voli per l’Africa meridionale e per mete internazionali. Abbiamo inoltre molti porti rilevanti, che danno al Sudafrica un ruolo commerciale di spicco. Detto questo, gran parte della popolazione vive in povertà, a causa dello storico divario nella distribuzione delle ricchezze, dell‘alta percentuale di disoccupazione e della lentezza nella fornitura dei servizi di base da parte del Governo.

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Lo Zambia è un Paese…

Parla Samba Yonga, direttrice del giornale di strada “The Big Issue Zambia”.

Quante volte abbiamo letto, sentito o fatto generalizzazioni sui cosiddetti “Paesi del Sud del Mondo”, quando non addirittura sull’Africa, citata come se fosse un singolo Paese e non un continente ricco di Stati, etnie, culture, lingue, tradizioni? Tante.
Se è vero che non sempre abbiamo il tempo e lo spazio sufficienti a illustrare il profilo e la situazione di un determinato Paese, possiamo però evitare banalizzazioni e descrizioni stereotipate.
Una strada possibile da percorrere è parlare e confrontarsi con chi è del posto, con chi è nato, cresciuto, vive e lavora nel Paese di cui dobbiamo occuparci per scriverne e magari per illustrare progetti di raccolta fondi che là hanno luogo.
La persona a cui lascio ora la parola è Samba Yonga, giornalista e direttore editoriale di “The Big Issue Zambia”, un giornale di strada che, per sua natura, è uno strumento concreto di lotta alla povertà.

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I giornali di strada del mondo riuniti a Glasgow

Si è appena conclusa la 13° Conferenza Annuale di INSP (International Network of Street Papers), la rete internazionale dei giornali di strada che oggi conta oltre 90 giornali e magazine appartenenti a 38 diversi Paesi di Africa, Asia, Australia, Europa, Nord America e America Latina.
Speaking from the ground up: Street Papers Challenging Global Perspectives on Poverty” è il titolo dell’edizione di quest’anno, che si è svolta dal 19 al 21 Giugno in Scozia, a Glasgow.

I presenti, circa 100 delegati provenienti da 34 Paesi, si sono confrontati attraverso workshop, tavole rotonde e incontri sui vari aspetti che caratterizzano il giornale di strada: un media dal duplice valore, in quanto prodotto editoriale d’informazione indipendente e, contemporaneamente, strumento di lotta alla povertà.

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La lotta alla povertà si dà appuntamento il 18 Giugno a Glasgow

13° Conferenza annuale di INSP (International Street Papers Organization)
Mercoledì 18 Giugno andrò a Glasgow, in occasione della conferenza annuale di INSP (International Network of Street Papers). Alla sua 13° edizione, quest’anno l’evento avrà luogo in Scozia, in partnership con il giornale di strada locale “The Big Issue Scotland”.
“Speaking from the Ground Up: Street Papers Challenging Global Perspectives on Poverty” è il titolo della conferenza, un importante momento di riflessione e confronto sul ruolo dei giornali di strada nella lotta alla povertà.

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Conoscenza, consenso, rispetto: i filtri del photojournalist Giovanni Diffidenti

Giovanni Diffidenti è un “photojournalist”: un uomo che da oltre 20 anni gira il mondo per vedere, capire e documentare che cosa accade sulla faccia della terra.
I suoi scatti hanno dato voce, più di tante parole, a rifugiati, bambini di strada, malati di AIDS, malati di mente, sopravvissuti alle mine anti-uomo, vittime di guerre civili e di calamità naturali. Migliaia di foto che, negli anni, hanno documentato il lavoro delle Nazioni Unite e di varie ong quali Save The Children USA, Concern Worldwide, Oxfam, VVAF, Cesvi, Aiutare i Bambini e altre associazioni.

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I Lunedì di ASSIF – Qual è la comunicazione etica e professionale?

I “Lunedì di ASSIF” sono un appuntamento per i professionisti della raccolta fondi e per i soci dell’Associazione Italiana Fundraiser.
In queste occasioni ci si confronta fra colleghi su problemi che dobbiamo affrontare ogni giorno.
Uno di questi è il tipo di parole e immagini utilizzate nelle campagne di raccolta fondi, scelta che sfocia nell’etica e nella costruzione dell’immaginario collettivo.

Su un tema così complesso e di difficile soluzione ho potuto fare un intervento, grazie all’invito della Presidente ASSIF Beatrice Lentati (in sintesi, la professionista che ha portato il fundraising in Italia, lanciato AIRC e la Lega del Filo d’Oro, solo per citare due delle maggiori associazioni da lei seguite e fatte crescere) e del noto fundraiser Beppe Cacopardo.
assif

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