Ci vedremo al “Non Profit Women Camp”?

Non Profit Women Camp

Il 7 Marzo 2020 avrà luogo a Torino il Non Profit Women Camp: primo evento in Italia dedicato alle donne che lavorano nel o per il Terzo Settore.

L’idea, l’organizzazione e il merito sono di Federica Maltese, Giovanna Bonora, Valentina D’Amelio e Francesca Cerutti che, impegnate da anni al fianco di associazioni, fondazioni e cooperative sociali, a Luglio scorso hanno chiamato a raccolta e a raccontarsi alcune professioniste del fundraising, della comunicazione, del management, della filantropia, delle community.

Fra le relatrici sarò presente anche io, con molto piacere. Parlerò di comunicazione responsabile, parole, immagini, punto di vista, stereotipi.
A chi si chiedesse perché sono stata invitata, rispondo con alcune mie esperienze.

Nel 2009 creai con Sylvie Garrone il progetto-blog “Petali Rossi: donne in campo, diritti in fiore” dedicato a donne italiane e straniere che attraverso il loro lavoro di insegnanti, cooperanti, dottoresse, infermiere, giornaliste, maestre, educatrici, etc… operavano giorno dopo giorno in difesa dei diritti umani e civili.
Il blog divenne fonte di articoli per l’agenzia stampa internazionale dei giornali di strada INSP (International Street Papers Network) e nel 2010 mi consentì di essere fra i blogger accreditati al Festival giornalistico di Internazionale. Ebbi il piacere di fare qualche domanda all’allora portavoce dell’UNHCR Laura Boldrini e di scrivere il post “Destini incrociati” dedicato a lei e alla poetessa somala Warsan Shire.
A Natale di quell’anno Petali Rossi regalò la raccolta di racconti brevi inediti “Hai la mia parola”, scritti  da 12 scrittrici a partire da 12 parole significative, poi tradotti in inglese da 4 traduttrici. (Grande merito alla scrittrice e collaboratrice Barbara Garlaschelli.)

Nel 2011 contribuii alla Survey “Ritorno al futuro “della Scuola di Fundraising di Roma di Massimo Coen Cagli e Barbara Bagli con l’articolo “Donne3: la femminilizzazione del fundraising”

Nello stesso anno ideai e condussi con Guia Bellomo un workshop per l’Istituto Europeo di Design di Milano intitolato “Dignitising: comunicare fa rima, anche, con rispettare“, focalizzato sulla necessità di cambiare la rappresentazione delle donne e delle bambine in pubblicità.
Il workshop fu inaugurato dall‘artista sociale Ico Gasparri, che presentò una sua ricerca artistica militante dedicata alle radici culturali della violenza sulla donna nelle affissioni stradali, intitolata “Chi è il maestro del lupo cattivo?”
La conclusione fu affidata al copywriter e direttore creativo Massimo Guastini, ai tempi anche Presidente dell’Art Directors Club Italiano (ADCI); Annamaria Testa, scrittrice, docente e famosissima pubblicitaria, Mizio Ratti. copywriter, direttore creativo e all’epoca Consigliere ADCI.
Massimo Guastini presentò il Manifesto Deontologico dell’ADCI, da poco redatto e pubblicato.
Annamaria Testa fece un interessantissimo intervento dal titolo “Donne e pubblicità: esempi e coordinate per capire il caso italiano”.

Che la pubblicità sia un terreno minato è risaputo, anche nel caso di quella “sociale”.
Nel 2013, docente del Master Micri di IULM, condussi un workshop dal focus violenza contro le donne, invitando gli studenti a seguire i consigli della guida per giornalisti e professionisti dei media”Handle with care”.

Nel 2017 colsi l’invito su Facebook a scrivere collettivamente in rete un Manifesto della Comunicazione non Ostile , parte di un progetto-evento di fondamentale importanza ideato dalla bravissima Rosy Russo. La mia proposta diventò l’articolo 5: “Le parole sono un ponte. Scelgo le parole per comprendere, farmi capire, avvicinarmi agli altri.”

Che cosa c’entra la comunicazione non ostile con le donne?
Beh, le donne sono le persone più colpite dalla violenza fisica e verbale a casa, per strada, in rete, sui media, come registrato dal “Barometro dell’odio” di Amnesty International*.
Vogliamo ricordare, per esempio, le offese a Laura Boldrini, a Carola Rackete e a Greta Thunberg da parte di alcuni politici e giornalisti e, a seguire, dai “leoni da tastiera”?
E il trattamento riservato dai media a Elisa Pomarelli, tutti focalizzati sull’uomo che l’ha uccisa?
E la definizione sessista e volgare che un giornalista di Libero ha dato a Nilde Iotti?
La chiudo qui, ma so già che l’elenco andrà avanti.
Anche per questo è necessario il Non Profit Women Camp. Ne parleremo insieme il 7 Marzo, a Torino. Vi aspetto.

 

*A giorni uscirà l’edizione 2020 del “Barometro dell’Odio” di Amnesty International.

Eleonora Terrile

Parole che si prendono cura di associazioni, aziende, eventi, progetti

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