Dal Festival della Letteratura di Mantova alla tristezza per Elisa Pomarelli

Il 7 e 8 Settembre ero al Festival della Letteratura di Mantova, evento che da oltre 20 anni anima per 5 giorni la città con presentazioni di libri, letture, convegni, dibattiti, laboratori per bambini, seminari, incontri fra autori e lettori di tutto il mondo.

Sabato 7 Settembre ero fra gli spettatori e spettatrici di: Il linguaggio dei media, gli stereotipi e le discriminazioni di genere con Franco Grillini, Barbara Mapelli, Maria Teresa Celotti.
Mentre i relatori coinvolgevano centinaia di presenti con riflessioni come: Il giornalista ha un dovere di linguaggio e comportamento. (…) Il linguaggio non può essere disgiunto dai valori.”, sui quotidiani cartacei, online e in televisione usciva la notizia del ritrovamento del corpo di Elisa Pomarelli, uccisa da Massimo Sebastiani.

Mentre Franco Grillini, Barbara Mapelli e Maria Teresa Celotti dicevano: “L’Italia è un Paese fortemente sessista”; “Da secoli donne e omosessuali condividono un destino comune di persecuzione e condanne a morte”; “Occorre riempire le parole della nostra presenza (di donne)”, i quotidiani cartacei, online e le televisioni puntavano i riflettori su vita, abitudini, carattere e personalità di Massimo Sebastiani, lasciando ai margini Elisa Pomarelli.

In tanti ci siamo indignati per gli articoli e i servizi di vari giornalisti (?). Matteo Pascoletti su Valigia Blu ha spiegato l‘oltraggio che i media hanno fatto a Elisa Pomarelli, uccidendola una seconda volta.

Chi lavora con i media dovrebbe scegliere con cura parole, immagini, tono di voce e prima ancora il punto di vista, lo sguardo.
Chi definisce “gigante buono” l’omicida Matteo, da quale prospettiva vede Elisa? Come vuole che il pubblico percepisca l’uno e l’altra?
Chi descrive “pazzo d’amore” Matteo che, rifiutato, uccide Elisa, che idea ha e trasmette dell’amore e del rapporto uomo-donna?

Chi lavora con i media dovrebbe fare attenzione e chiedersi dove posare lo sguardo, che cosa approfondire, quando fare silenzio, come avere riguardo. Non è tempo perso. È tempo per guadagnarsi il rispetto.

Eleonora Terrile

Parole che si prendono cura di associazioni, aziende, eventi, progetti

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