Leadership nel Terzo Settore: etica, creatività, innovazione

Soci EuConsult Italia a Roma, Palazzo Altieri

Di ritorno dall’ European Third Sector Forum che si è tenuto a Roma lo scorso 21 Maggio, riporto alcune delle tante riflessioni ascoltate al convegno La Leadership nel Terzo Settore: etica, creatività, innovazione.

La prima, della Vice Presidente di EUConsult Italia Antonella Giacobbe, è che la leadership nel terzo settore (e non solo) deve cambiare direzione: non più un processo dall’alto verso il basso, ma  circolare; non più un singolo al comando che indica strada e obiettivi, ma una collettività che procede verso una visione condivisa.

Che cosa è la “visione”? Un orizzonte dove si compongono infiniti sguardi.
Questa la splendida definizione di Emilio Vergani, citata dal docente di Sociologia della Comunicazione Sociale Andrea Volterrani nel corso del suo intervento, del quale elenco i punti per me salienti.
Gli Enti del Terzo Settore non hanno visione.
Dovrebbero porsi il problema del cambiamento invece della visibilità.
Dovrebbero costruire legami sociali e relazioni, non agire come “progettifici”.
Dovrebbero comunicare il territorio e la comunità, non se stessi.
Dovrebbero sollecitare la partecipazione, non emozioni pietistiche e colpevolizzanti.

Di condivisione, coesione, comunità ha parlato anche la docente di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi Cristina Antonucci, spiegando quali funzioni dovrebbe svolgere la leadership del terzo settore:
promuovere i valori condivisi dell’Ente;
creare un ambiente di lavoro collaborativo, che valorizzi il capitale relazionale;
misurare la performance secondo indicatori economici e di sostenibilità;
saper comunicare e tutelare la reputazione.

Cristina Antonucci ha poi fatto una distinzione fra il codice di condotta di un Ente, che ha lo scopo di chiarire le funzioni, e il codice etico, che ne esprime i valori.

A proposito di valori, concludo citando Paola Valeri, Direttrice di Coaching by Value Italia: i valori sono fatti di credenze, a partire dalle quali creiamo attitudini.

In che cosa credono gli Enti del Terzo Settore? Quanta coerenza c’è fra i valori espressi da un Ente nel codice etico e il suo comportamento?
Nella mia esperienza, spesso c’è distanza fra le parole e i fatti.
Un esempio piccolo piccolo, riguardante la comunicazione per la raccolta fondi.
È coerente chi dichiara di lavorare per tutelare i minori, facendo però pornografia del dolore sulla pelle dei bambini?
Al Rusty Radiator Award* l’ardua sentenza!

 

*Il Rusty Radiator Award, che tradotto significa Premio del Termosifone arrugginito, è conferito ogni anno ai peggiori spot direct response (DRTV) di raccolta fondi. Questo premio viene vinto dagli spot che fanno pornografia del dolore o esprimono visioni colonialistiche, pietistiche, colpevolizzanti.

Eleonora Terrile

Parole che si prendono cura di associazioni, aziende, eventi, progetti

4 Comments

  1. Antonella Giacobbe

    Grazie Eleonora! Mi sembra una bellissima sintesi. Spero che questi contenuti da te messi in evidenza siano colti anche da altri colleghi del Terzo Settore.

    1. Eleonora Terrile
      Eleonora Terrile

      Grazie Antonella. Spero anche io che le riflessioni fatte da te e da altri colleghi al convegno trovino riscontro nei fatti.

  2. andrea rivoli

    ciao Eleonora, grazie per questa sintesi utile per una doverosa e preziosa riflessione su grandi temi, dei quali spesso ci dimentichiamo preoccupandoci delle “pagliuzze quotidiane”. A presto e buon lavoro!

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